Adriano Modica

Biografia di un cantautore "indipendente"

La carriera di attore

Il 2001 è l’anno zero anche della sua carriera di attore.
Dopo aver conseguito il diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria, Adriano Modica inizia a lavorare per il Cinema (“Tre metri sopra il cielo”, “Ho voglia di te”) e per la Televisione (“Distretto di polizia 2” , “Un medico in famiglia 3”, “Io ti salverò”, “Stiamo bene insieme”, “Francesco”, “L’uomo che sognava con le aquile”). Sarà, inoltre, il protagonista nel cortometraggio d’esordio del regista reggino Fabio Mollo, “Troppo vento”.

La cameretta

La “cameretta”, ovvero lo studio di registrazione attrezzato con apparecchi analogici a valvole degli anni ’60 / ’70 è una componente caratterizzante dei lavori di Adriano Modica, dedito alla ricerca e riscoperta del suono caldo e vivo dei registratori a nastro e delle macchine vintage per poi fonderli con le più moderne sonorità elettroniche. “Mi piace il suono vintage perchè mi ricorda quando non c’ero”.

Adriano Modica classe 1977 è un cantautore musicista attore regista siciliano nato a Reggio Calabria.

2001

Tutto inizia nel 2001 anno in cui registra il suo primo Ep, “Iano”, che vedrà la pubblicazione nel 2003 con l’etichetta indipendente Bleuaudio.
Da subito emerge una particolare e personalissima commistione di testi intimisti e visionari con atmosfere musicali psichedeliche e notturne, mix che diverrà il marchio di fabbrica dei successivi lavori di Modica e che verrà molto apprezzato dalla stampa specializzata.

2003/2004

Nel 2003 compone le musiche originali per lo spettacolo teatrale “Ingranaggi” del regista Bernardo Migliaccio Spina e a partire dal 2005 iniza a lavorare al suo ambizioso progetto della “Trilogia dei Materiali”, un lavoro complesso e unico nel suo genere, un percorso introspettivo attraverso le fasi di infanzia, adolescenza ed età adulta giocato sulle similitudini tra queste tre fasi della vita e i materiali della stoffa, della pietra e del legno.

Il primo capitolo è “Annanna”, l’album di stoffa; stoffa legata alla visione morbida e confortevole che da bambini si ha delle cose, stoffa di lenzuola, tende e abbracci profumati che tengono lontani i cattivi. I testi sono poetici e molto intimi e sono sorretti da musiche e arrangiamenti che richiamano la psichedelia britannica degli anni ’60 e ’70, quella che parte da Beatles e Pink Floyd, passa per il Kraut Rock tedesco e approda ai Radiohead. “Annanna” viene registrato tra il 2004 e il 2005 ma sarà pubblicato online in Creative Commons dall’etichetta indipendente Trovarobato solo nel 2008.

2005/2006

Il trasferimento a Bologna a cavallo tra il 2005 e il 2006 segna per Adriano Modica l’inizio di una serie di collaborazioni con altri artisti: partecipa ad alcuni concerti alla voce con Il Parto delle Nuvole Pesanti, prende parte alle registrazioni di alcuni brani dei Mimes of Wine di Laura Loriga, suona il basso dal vivo e nel nuovo disco degli Addamanera, band messinese della scuderia Trovarobato ed entra nella band del cantautore Marco Parente sempre in qualità di bassista.

2007

Nel 2007 esce per la Trovarobato “Il Fantasma ha Paura”, l’album di pietra, il secondo capitolo della sua “Trilogia dei Materiali”. Come per “Annanna” il disco è suonato per metà da Modica e per metà dalla sua band formata da Marco Meduri al basso, Bruno Crucitti alla batteria e Gianni Brancati alla seconda chitarra. Ad arricchire l’album questa volta compaiono degli ospiti importanti come Gak Sato che suona il theremin su “I manichini” ed Enrico Gabrielli su “Il fantasma”. L’album esce nel 2007 ed è accolto dalla critica in modo molto entusiasta nonostante si tratti di un album forse più criptico del precedente. Il tema questa volta è l’adolescenza, l’incontro-scontro con la realtà, dura e fredda come la pietra. Il titolo evoca l’immagine comune del fantasma che fa paura, solo che stavolta è proprio il fantasma ad avere paura perché probabilmente c’è da avere paura più della realtà che dell’immaginazione. Seguiranno dei concerti promozionali per tutta Italia affiancato dalla sua band.

Nello stesso anno partecipa alla rassegna “Indipendulo” organizzata dalla Trovarobato all’interno della programmazione del MEI di Faenza. Sempre nel 2007 Adriano Modica entra a far parte della formazione live degli Ulan Bator, storica band underground francese.

2008

Nel 2008 il regista Bernardo Migliaccio Spina utilizza dei brani tratti da “Il fantasma ha paura” per la colonna sonora del suo lungometraggio “L’uomo del gas”, prodotto da Asimmetrici Videoproduzioni. Il 2008 è anche l’anno di un’altra importante collaborazione come bassista questa volta con i Jennifer Gentle con cui parte in febbraio per un tour nel Regno Unito, facendo tappa nella trasmissione radiofonica di Marc Riley su BBC 6 music di Manchester.

Sempre nel 2008 viene pubblicato “Annanna”, primo capitolo della trilogia, a cui seguirà un breve tour in tutta Italia. Terminata la serie di concerti, Modica lascia Bologna per tornare a Reggio Calabria dove inizia a lavorare all’ultimo ma anche il più complesso dei tre capitoli della trilogia, “La sedia”, l’album di legno. La genesi dell’album sarà lunga e travagliata sia per la complessità dell’opera, sia per il fatto che questa volta Modica vuole fare tutto da solo e sta mettendo in piedi il suo personale studio di registrazione attrezzandolo di strumentazione analogica d’epoca. Nasce così l’Ambulatorio Polifunzionale Mobile.

2010

Nel 2010 prende parte a “Songswap – Parcheggio per musicisti sonori”, una compilation in streaming e in free download a cura dell’etichetta Trovarobato dove 14 tra band e artisti della scuderia Trovarobato, inclusa la sottoetichetta Parade, si confrontano interpretando l’un l’altro i propri brani. Il contributo di Modica è una sua versione di “Neurogenesi” degli Addamanera, “Neurogenesi in collegamento telefonico dal tetto”. 

2012

La ricerca sarà lunga ma alla fine darà alla luce “La Sedia” che uscirà nel 2012 per l’etichetta Cardio a Dinamo. È quindi la volta del legno a rappresentare l’età adulta; il legno è sempre un materiale duro come la precedente pietra, ma caldo, e un tempo è stato vivo. L’album è ancora una volta accolto con molto entusiasmo dalla critica e alla sua uscita seguirà un tour italiano in cui Adriano Modica è accompagnato dalla sua nuova band composta da Marco Ragno (vibrafono e tastiere), Giuseppe Costa (batteria) e dal fedele Marco Meduri (basso).

Nello stesso anno realizza la produzione artistica dell’omonimo debutto discografico dei Fjelds.

2013

Nel febbraio del 2013 la band sarà tra le “rivelazioni live Keep On”.

2014

Nel marzo 2014, in occasione del concerto tributo a Lucio Dalla “4 marzo sotto casa di Lucio” a Bologna, si esibisce nella storica casa del cantaurore bolognese. Lo stesso anno, per un breve periodo, suona la chitarra nella band live di Teresa Mascianà per un tour tra Italia e Inghilterra.

2017

A partire dal 2017 il brano “Il Divano” è sigla di chiusura della trasmissione “Divanity Fair” condotta da Stefania Fasoli e Valentina Sello in onda sulla web radio Bang Bang Radio.

2018

Nell’aprile 2018 Adriano Modica torna sulle scene pubblicando dei singoli rilasciati in free download sui suoi canali ufficiali con cadenza mensile. Quello che Modica propone è un progetto musicale ma anche di videoarte, in cui il marchio di fabbrica resta in bilico tra classico e sperimentale, tra la tradizione dei cantautori italiani e suggestioni elettroniche.

Il primo brano è “Soundcheck”, un gioco creato sugli strumenti che si accordano su di un’unica nota, il LA, prima di iniziare lo spettacolo. Seguirà “Madre” una vera e propria preghiera alla madre, sia quella biologica, ma soprattutto a Madre Natura alla quale Modica si rivolge con il mantra infantile delle domande senza risposta che però non si può fare a meno di farsi: “Dove eravamo prima? Cosa eravamo prima? E dove se ne vanno le nuvole dopo?”.

Il terzo brano è “Il Giorno Nasce Piano”, una riflessione sul tempo e sull’uso maldestro che ne facciamo, quando ci affanniamo ad arrivare a destinazione senza però godere del viaggio. Modica traccia in modo surreale e grottesco le sue conseguenze di queste corse disperate che facciamo avvalendosi di due complici insoliti, Superman e Garibaldi.

Ad agosto è la volta di “Giovedì”, un brano che ci accompagna in una notte diversa dalle altre, nella quale il rumore del giorno ci lascia soli con quella voce interiore che rimette in discussione tutto, non persuasa delle finte certezze di cui ci circondiamo: le bugie che raccontiamo a noi e agli altri; i falsi bisogni ai quali ci assoggettiamo; i pensieri che crediamo di costruire e che invece sono solo pensieri indotti che formuliamo di riflesso. Tornerà il giorno a riportarci quel rumore, quello stato di narcosi dato da una tranquillità artificiale; il nostro cuore, però, sente perfettamente quanto pesa questo cielo artefatto e cerca di gridarcelo in tutti i modi, lui sa che se ci allontaneremo troppo da noi stessi sarà molto facile perdere la strada di casa e sarà molto probabile che finiremo per sceglierci il nemico sbagliato.

Novembre segna l’inizio della collaborazione con la web radio Bangbangradio per la quale Adriano Modica conduce una rubrica satirica che si chiama “L’inchiesta del Gambero” all’interno del programma “Galileo Drive”. L’appuntamento bisettimanale consiste in una monografia a tema cinematografico e la rubrica umoristica di Modica si occupa di scovare fantomatici messaggi subliminali nascosti nelle colonne sonore.

Il 14 dicembre viene pubblicato “Super Babbo Natale”, una grottesca parodia della società moderna che si ostina ottusamente a fondare i suoi principi morali sui suoi stessi principi commerciali, meccanismo che ovviamente non può funzionare a lungo; lo sfrenato consumismo; l’illusione della felicità nell’egoismo del possesso; l’abuso delle risorse per avere più del necessario; tutte le forme di spreco; la totale mancanza di rispetto per il prossimo, per l’ambiente e, conseguentemente, per se stessi; la perdita della coscienza e del senso di appartenenza ad un insieme potenzialmente perfetto.

Per quanto possa essere enorme la fantasia umana non è stata ancora in grado di creare un supereroe in grado di salvarci. Pur di delegare e scaricarci le responsabilità ci abbiamo provato e riprovato: eroi, supereroi, miti, divinità. Ma siamo andati a cercare troppo lontano, bastava tenere vivi i bimbi che siamo stati, avremmo avuto una possibilità in più di salvarci da noi stessi. Quale momento migliore del Natale per riflettere sulla distorsione del concetto di “dono”? “Sono Babbo Natale, ma il bimbo dov’è?”

E se lo domanda Babbo Natale non è un buon segno.

La regia del videoclip che accompagna “Super Babbo Natale” è di Andrea Scarfò.

Un estratto di “Super Babbo Natale”  viene donato ad Avis Modica come musica per lo Spot di auguri di Natale 2018 a cura di Qbianco.

2019

Il 2019 si apre con un tributo ad Enzo Carella; Modica e l’amico artista Daniele Giustra omaggiano il cantautore romano pubblicando online a gennaio una loro versione di “Mare sopra e sotto” .

Il 21 marzo segue il nuovo singolo “La luce è lenta”, pubblicato insieme ad un videoclip in esclusiva per la testata online Sentireascoltare.  Si tratta di un brano pop con sfumature Disco che omaggia le storiche sigle dei cartoni animati giapponesi degli anni ’70 e ’80 proprio perché è quello l’immaginario dal quale Modica attinge per scherzare sulla condizione umana.

La luce ci rivela il mondo e ci rivela al mondo ma, nonostante sia il fenomeno più veloce conosciuto in natura, non riesce a restituirci un’immagine fedele della realtà nello spazio e nel tempo. Noi guardiamo il cielo ma quello che vediamo non è esattamente così nel momento in cui lo stiamo guardando, molti oggetti nel frattempo si sono spostati, altri non ci sono più. In più noi abbiamo sempre una gran fretta di arrivare a conclusioni, proiettiamo sul mondo l’idea che noi abbiamo del mondo senza guardare realmente la realtà. Ma la fretta ci trasforma in cattivi osservatori e finiamo sempre per combinare guai.

La luce ci illumina, o meglio, illumina l’immagine perfetta che di noi vogliamo dare al mondo; contemporaneamente, però, rivela sui muri la nostra ombra, la versione buffa di noi, una versione probabilmente più fedele alla nostra natura goffa, spesso sproporzionata, fragile e con un volto che non si vede.

Sui muri siamo la nostra parodia fatta con le ombre cinesi. Sui muri diventiamo cartoni animati.

A conclusione della sua saga dei supereroi, il 23 maggio Modica pubblica “Nell’anno del topo”, nuovo singolo arrangiato e prodotto a quattro mani con Fabio Genco, che ne suona anche le parti di basso, chitarra e tastiere; il brano sarà accompagnato da un videoclip.
Per rimediare ai danni dell’ego ancora una volta Modica prende in prestito degli immaginari per giocarci su; questa volta si tratta della simbologia legata ai sogni mentre il titolo gioca con la simbologia del calendario cinese. I topi, ai quali si associano pericoli e avversità sia interiori che provenienti dall’esterno, trovano terreno fertile per distruggere indisturbati nel momento in cui la vittima è troppo distratta dai deliri dell’ego ed indaffarata a sentirsi invincibile ed indistruttibile proprio come un supereroe. Dopo esserci resi conto dell’illusione è attraverso il rituale del fuoco che possiamo raggiungere la salvezza, rituale in cui simbolicamente si distrugge per purificare tutto ciò che era marcio per poter ricostruire e ripartire.
“Certe volte noi credevamo di essere eroi ma non era vero niente”.

Attualmente Adriano Modica ha in cantiere diversi progetti che vedranno la luce nei prossimi mesi, tra i quali un nuovo LP, il primo dopo “La Sedia” del 2012, e diverse collaborazioni.

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